Jane's walk 2026: città di genere

2026 05 11 janes banner16 maggio 2026: partenza e arrivo Casa delle donne  

La Jane’s Walk è un’iniziativa che si svolge in tutto il mondo nel corso del mese maggio per celebrare la figura e l’opera di Jane Butzer Jacobs, attivista americana poi naturalizzata canadese, che si è battuta per una città a misura di abitanti, per una partecipazione attiva e consapevole contro il potere delle lobby e l’arroganza delle amministrazioni. 

Sabato 16 maggio alle ore 15.00 con partenza in Via Colagrande 2A, abbiamo ripetuto l'esperienza collettiva della passeggiata urbana dedicata a Jane. Quest'anno il tema che ci siamo date, come cittadine attiviste e partecipatrici, è la Città di Genere ovvero guardare all'urbanistica e all'urbanità secondo Prospettive femministe (Belingardi-Poli-Ragonzino, 2025).

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Dalla Casa delle donne abbiamo attraversato una parte della città, secondo un percorso condiviso, sostato davanti la scuola dell’infanzia di San Francesco che verrà intitolata a Tiziana Tucceri-Cimini, davanti la scuola di via F.P. Tosti intitolata a Carla Mastropietro, davanti la scuola di Colle Capo Croce, in via Maria Agamben Federici e infine siamo tornate davanti la Casa delle Donne per le conclusioni. Abbiamo ragionato sugli aspetti significativi che l'urbanistica di genere può portare nel nostro contesto urbano discutendo, dialogando e posizionandoci rispetto ad un modo alternativo possibile di agire sulla città e di fare urbanistica.

I modelli urbani delle nostre città sono legati ai modelli sociali in cui tuttə siamo immersə: nonostante le fragilità e le marginalità sociali e territoriali, nonostante le iniquità, le diseguaglianze e lo sfruttamento del territorio e delle sue risorse naturali ed umane, nonostante tutto ciò il modello di sviluppo che attraversa la città e la società resta ancora culturalmente caratterizzato da un approccio colonialista.

Per liberare le città e l'urbanistica, per rendere ogni città e ogni borgo una rete di comunità, per trovare nuovi paradigmi possibili di governo, occorre superare i dualismi oppositivi che fino ad oggi caratterizzano i modelli urbani: città-campagna, centro-periferia, produzione-riproduzione, spazi pubblici-spazi privati, maschile-femminile. Liberare l'urbanità dalle gerarchie capitaliste significa generare un movimento verso un nuovo modello urbano, quello della città di genere, fondato sulla cura: decoloniale, emotivo, intersezionale, transfemminista.

La città, le periferie, i paesi non sono più spazi di produzione, di fabbrica, di tempi veloci e consumi elevati, l'urbano è oggi spazio di cura sociale e ambientale, di accudimento, prevenzione e integrazione delle fragilità e delle marginalità. Abbiamo discusso di come queste idee possono incidere sugli strumenti urbanistici e di come agiscono sulla vita delle persone che abitano.

Hanno aderito a questa edizione della manifestazione il collettivo Fr.Azioni Fra.Intese, l’Associazione Donatella Tellini, l’Associazione Donne TerreMutate, l’Urban Center L'Aquila, l’Archeclub L'Aquila, Slow Food L'Aquila, Fiab L'Aquila, Arcigay K.H. Ulrichs L'Aquila, ANPI L'Aquila, Arci Querencia L'Aquila.

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Associazione Donne TerreMutate – via Angelo Colagrande, 2A - 2B, 67100 L'Aquila laquiladonne@gmail.com laquiladonne@pec.it   
 
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