Rassegna stampa

 

Rassegna TerreMutate 2011

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Numero 85, gennaio 2011
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Numero 86, marzo 2011
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Numero 87, maggio 2011
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Numero 88, luglio 2011
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Numero 89, settembre 2011
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Numero 90, novembre 2011
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SGUARDI E TRAGUARDI
LE DONNE TERRE-MUTATE CHIAMANO
di Oriella Savoldi Responsabile Dipartimento Ambiente e Territorio CGIL Nazionale
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Dal Manifesto del 10 maggio 2011

L'AQUILA - Un'occupazione al femminile nella città da ricostruire
Una casa per le donne
di Bia Sarasini

Occupare una casa all'Aquila. Un atto simbolico, un gesto politico. Scegliere una Casa delle donne nella città tutta da ricostruire, nella città che a due anni dal terremoto non ha ancora un piano di ricostruzione, per il quale il governo non ha ancora preparato una legge che lo finanzi. Una casa dopo il terremoto. È successo il 5 maggio scorso all'Aquila, è stato il gesto inaugurale dell'incontro voluto dalle donne Terre-Mutate, che hanno invitato tutte a sostenerle nel loro progetto, nel desiderio di una casa che sia loro e di tutta la città. E all'Aquila le donne sono venute da tutta Italia il 7 e l'8 maggio, per rispondere al loro invito.
«Vogliamo mostrarvi quello che non passa in televisione - aveva scritto il comitato promotore (Donne in nero, Biblioteca delle donne Melusine e il Centro antiviolenza, tutti dell'Aquila e la rivista Leggendaria) - farvi vedere la città che in tanti hanno guardato senza vederla veramente». Così sono arrivate in circa 600 delle più varie provenienze - Trieste, Napoli, Bolzano, Roma, da Torino, Vicenza, Brescia, Livorno, Milano, Ravenna, Venezia, Firenze, Fano, Verona, Grosseto. Per due giorni hanno tessuto una fitta trama di incontri, riflessioni, osservazioni, esplorazioni della città insieme alle aquilane. Una presenza forte in un centro storico che prima del loro arrivo colpiva per il silenzio e il vuoto, anche nelle piazze e nelle strade che ora sono agibili.
«È la prima volta che tante persone vengono da fuori a vedere come stanno le cose, a parlare con noi, ascoltarci» raccontavano in piazza Duomo mentre si muoveva il corteo guidato dal coro del gruppo di resistenza musicale permanente che andava verso piazza Palazzo per chiudere la manifestazione davanti alla «casa occupata». A parlare era un gruppo di donne e uomini che non avevano partecipato ai lavori, molto contenti di constatare un interesse per loro, la loro città. Qualcosa che dà fiducia, mi hanno detto, e la fiducia qui si è persa, stiamo tutti sparsi, lontani. «Veniamo la domenica. Veniamo per vedere le nostre strade. I nostri posti». Duro l'impatto con la zona chiusa, tra il silenzio e l'odore di cose finite, e lo strano effetto di rovine tenute insieme da puntelli che sono quasi una seconda pelle, una fasciatura che nasconde il crollo. «Dietro queste facciate c'è il vuoto, l'interno è imploso» spiega l'architetto Camilla Inverardi, «non si capisce perché si è tenuto in piedi anche quello che si dovrà per forza abbattere. Non c'è un progetto. Eppure le possibilità sono immense. Si potrebbe farne una città medievale e supertecnologica». Altrettanto sconvolgenti quelle che tutti chiamano "le casette". Perfino carine, nel sembrare case di montagna. Senza una piazza, nulla dove poter stare. E alla fine l'unico luogo di incontro, per esempio per i ragazzi, sono i garage dei centri commerciali. Condividere l'esperienza di questi luoghi, di questi spazi pensati e gestiti da altri, è stata la base del confronto andato in scena per due giorni nelle stanze preparate dalle donne Terre-Mutate. La camera da letto. dove si è parlato di corpi violati e corpi desideranti. La cucina dedicata alla cultura come antidoto al mercantilismo, il giardino luogo del consumo sostenibile, il soggiorno sede dei beni comuni e della legalità, la biblioteca, donne in resistenza contro la militarizzazione dei territori. Come a volte avviene, il filo è stato comune, e comune il desiderio di trovare pratiche e azioni politiche da condividere, per fare dell'Aquila, è stato detto, un punto di partenza per tutta l'Italia. Per cosa? Per una politica che parta dall'esperienza della resistenza, resistenza alla violazione, della terra come dei corpi. Una resistenza che è resilienza, cioè creativa, attiva. Per cui le donne possono trovare pensieri e parole che si rivolgono a tutti. Perché la resistenza delle donne è insistenza sull'esistenza di pratiche per rifondare non soltanto L'Aquila, ma tutte le realtà terre-mutate che esistono. Obiettivo immediato. Il referendum per l'acqua. L'Aquila viene da acqua, non dall'aquila federiciana. L'acqua, bene comune nelle terre-mutate.

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Cosa possiamo fare per l’Aquila e le aquilane? Si incontra il Comitato Donne Terre-mutate
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A L’Aquila donne da tutta Italia per incontrare le TerreMutate
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TACCHI A SPILLO Di Cristiana Scoppa Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

L’Aquila, Roma. L’invito è per il 7 e 8 maggio: una domenica a L’Aquila terre-motata per visitare la città in compagnia del Comitato Donne Terre-Mutate promosso dalla Biblioteca delle donne Melusine, Centro anti-violenza per le donne, Donne in nero e Leggendaria-Libri letture linguaggi. Nel Comitato Donne Terre-Mutate si sono ritrovate, a partire dall’ottobre 2010, donne delle associazioni, dei luoghi di lavoro, della scuola, dell’arte, che proprio non ci stanno a veder trasformata questa storica città piena di vita, cultura e bellezza, in una specie di suburbia americana dove si vive isolati, estranei, chiusi tra quattro mura. Per questo, da quando il 6 aprile del 2009 il terremoto ha seminato distruzione e morte, hanno cominciato a discutere, progettare, ripensare la città, per ricostruirla su misura di donne e uomini, trasformando la sofferenza per quanto è andato perduto in energia e creatività. Il 7 e 8 maggio, oltre a vedere L’Aquila come la TV si ostina a non mostrarla, nella “zona rossa” militarizzata, nel centro storico che chiude alle 11 di sera, tra le crepe e i ruderi, ci saranno una serie di gruppi di lavoro progettuali e tematici, dislocati in un percorso che va dalla Villa Comunale (Grand Hotel) alla Fontana Luminosa (Hotel Castello) cui tutte sono invitate a partecipare: lo “Studio-Biblioteca” su violenza, militarizzazione e convivenza sociale; la “Camera da letto” per ripensare lo spazio per il corpo, il desiderio, il piacere; il “Soggiorno” dedicato a sicurezza, legalità e mercato; la “Cucina” alla ricerca di ricette per vivere bene e per chiudere il “Giardino” su produzione e consumo sostenibili. E poi performance, spettacoli e altri eventi. Info e adesioni all’appello “Vediamoci a L’Aquila – Le donne terre-mutate chiamano”: www.laquiladonne.com. Iscrizioni ai gruppi di lavoro: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo..

Per le donne c’è anche un concorso per dire basta alla violenza contro le donne: sei una persona creativa? Sei un grafico o una grafica? Potresti essere tu a disegnare la prossima campagna delle Nazioni Unite per porre fine alla violenza contro le donne! Il Centro Regionale di Informazione delle Nazioni Unite per l’Europa occidentale (UNRIC), in cooperazione con UN Women, la Campagna “UNiTE” promossa dal Segretario Generale dell’ONU, e alcuni dei principali quotidiani europei, lancia il concorso “Create4theUN”. In giuria alcuni dei più importanti grafici internazionali. Massima libertà, un solo vincolo: utilizzare il logo del concorso “No alla violenza contro le donne”. Tre i premi in palio, per professionisti e no, compreso uno stage di formazione a Fabrica. Scadenza: 31 maggio 2011 (info e regolamento: competition.Create4theUN.eu)

Infine, per le donne incinta c’è lo yoga per una gravidanza consapevole:  tempo fino al 13 giugnoper iscriversi al Corso di formazione per insegnanti di Yoga Kundalini dedicato alla gravidanza e al parto “Conscious Pregnancy”, articolato in 7 week end tra settembre 2011 e aprile 2012. Il corso si svolgerà nei centri yoga “Shakti” e “Naad” di Roma e sarà tenuto da Guru Jivan Kaur, Guru Shabad Kaur e Siri Ram Kaur, tre allieve di Tarn Taran Kaur, l’insegnante che ha sistematizzato gli insegnamenti per la gravidanza e il parto trasmessi dal maestro indiano che ha fatto conoscere lo Yoga Kundalini in Occidente, Yogi Bahjan (info: Corso “Conscious Pregnancy” su Facebook; e-mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.).

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L’Aquila città delle donne, tornando da Terremutate
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Reportage - Terremutate. Passaggio all’Aquila, città delle donne
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Audiointervista
L'Aquila:donneTerremutate.mp3
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Resoconto dell'incontro terre-mutate all'Aquila
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Le donne insistono sulla difesa della salute e della terra Nei luoghi martoriati dall'inquinamento delle discariche
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Una casa dopo il terremoto
Dall’Aquila un progetto politico per rifondare tutte le Terre-Mutate che esistono in Italia. Corpi, violati, terre sfruttate e militarizzate chesi aprono al desiderio di trasformazione e ricostruzione. Oltre la perdita, un progetto di cura e relazione. Da coinvolgere istituzioni e tutti i cittadini, compresi gli uomini
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Terre-Mutate, L'Aquila, 7-8 maggio 2011.
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da http://www.iaphitalia.org/index.php?option=com_content&view=article&id=248:terre-mutate-laquila-7-8-maggio-2011&catid=86:incontri&Itemid=289

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Corriere Romagna, 2011.
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