La Casa delle Donne

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Eccola. La Casa delle Donne de L’Aquila, tanto desiderata, è lì che ci aspetta, di lato alla Basilica di Collemaggio, alla sue spalle il Parco del Sole. L’ex Orfanotrofio presto sarà trasformato per accogliere ben diversi progetti e prospettive.

Il 22 ottobre c’è stato il primo incontro tecnico del tavolo cui partecipano Comune, la nostra Associazione e il Provveditorato Opere Pubbliche. Lina Faccia e Valentina Valleriani, che vi hanno partecipato per TerreMutate, hanno riportato un’impressione positiva dalla discussione con gli ingegneri del Provveditorato, l’architetta Angela Zattera che si occuperà della progettazione esecutiva e l’Assessora Emanuela Di Giovambattista. Si è discusso di spazi, impianti, della possibilità che dai costi per la ristrutturazione si possa ricavare anche una cifra per lo start up. Per quanto riguarda la tempistica, fra due anni, a fine 2017, la Casa potrebbe essere pronta e consegnata.

Nel frattempo, ci siamo sistemate in via Angelo Colagrande 2A – 2B, nella Casa provvisoria ottenuta dal Comune, con comodato d’uso, il 23 luglio 2015. La Casa viene inaugurata il 7 e 8 novembre del 2015, con le sue quattro stanze luminose nel quartiere San Francesco – Torrione, non lontano dal centro storico.

Il progetto di una Casa delle donne nasce concretamente a L’Aquila dopo il sisma che l’ha colpita nell’aprile del 2009. Nell'ottobre del 2010 per iniziativa della Biblioteca delle Donne “Melusine” (ora Biblioteca Donatella Tellini/Cav), Centro Antiviolenza per le donne, Donne in Nero e la rivista Leggendaria, con l'adesione delle donne del circolo Arci Querencia, del Comitato Familiari Vittime della Casa dello Studente, dell'Associazione Genitori si diventa, degli Artisti Aquilani e, con il supporto delle donne dello SPI CGIL e della Rete delle donne CGIL, si è costituito il Comitato Donne TerreMutate, divenuto Associazione nel maggio del 2013.

Non che prima del 2009 non si sentisse l’esigenza di una Casa a L’Aquila, da parte di donne e Associazioni già operanti sul territorio. Ma, a partire dall’incontro nazionale del 7 e 8 maggio 2011, la Casa diventa l’obiettivo una vasta rete di donne in tutta Italia, senza il cui contributo (politico, di relazione, economico) l’obiettivo non si sarebbe mai realizzato.

Per il progetto della Casa definitiva, a Collemaggio, sono stati stanziati tre milioni di euro, che serviranno al restauro e alla messa in sicurezza dell’ex Orfanotrofio: anche questo obiettivo è stato ottenuto da una vasta mobilitazione, che ha sconfitto il tentativo di espropriare tali fondi – stanziati dall’ex ministra Carfagna all’indomani del 6 aprile 2009, per i centri antiviolenza delle zone colpite.

PERCHÈ IL SOGNO DI UNA CASA

Due temi principali si sono intrecciati nella costruzione della rete delle donne che hanno sostenuto il progetto: per le aquilane, una Casa che potesse corrispondere ad esigenze politiche e di relazione da tempo emerse; e che, dopo il sisma, si venivano a declinare anche come ri-tessitura della città e delle relazioni fra le donne e con la città da ri-costruire. Per le donne di tutt’Italia, un luogo in comune, considerandosi tutte, in qualche modo e in varii modi, TerreMutate nei propri territori.

Maggio 2011, Maggio 2013, Luglio 2014, Giugno 2015, Novembre 2015 sono le date in cui si sono stretti a L’Aquila i nodi della rete. Le donne venute dalla prima iniziativa, nel maggio 2011, hanno chiesto alle aquilane di andare nei loro territori a riportare l’esperienza “terreMutata” – in modo da allargare la partecipazione alla rete. Questi incontri sono state chiamate “staffette” e se ne sono svolte più di trenta fra il 2011 e il 2015. Ci sono state anche “staffette di ritorno”, con incontri a L’Aquila con le donne che avevano ospitato in precedenza le aquilane. Nel novembre del 2013, TerreMutate ha partecipato al Convegno biennale della Sil (Società Italiana delle Letterate), che si è svolto all’Aquila e alla cui organizzazione politica e logistica aveva contribuito attivamente. E alla fine di agosto del 2015 ha partecipato alla quinta Scuola Estiva di BeFree a Roma.

 

 

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